Messaggio per l’Avvento 2019: «Vegliate!»

«Vegliate»!

Questo è l’invito che il Signore fa a noi all’inizio di questo nuovo anno liturgico.

Questo è l’atteggiamento del discepolo di Gesù.

Anche nell’orto degli ulivi, prima di essere arrestato, Gesù ha chiesto ai suoi di vegliare, per non entrare in tentazione (cfr. Mc 14,38).

Vegliare è l’atteggiamento della sentinella che deve avere gli occhi aperti e attenti per accorgersi di quello che succede intorno a lei e, se c’è qualche pericolo, avvertire subito gli altri. Vegliare è l’atteggiamento di chi sta accanto ad una persona malata, pronta ad intervenire ad ogni bisogno dell’infermo.

Vegliare è, quindi, l’atteggiamento di chi sta attento.

Ma a cosa deve stare attento il cristiano? Ai segni dei tempi, di oggi.

I segni dei tempi di oggi sono quelli che ci permettono, di fronte ad un mondo apparentemente alienato da Dio, di cogliere la Sua presenza.

Egli non ci ha abbandonati, non ci ha lasciati soli e, anche se noi volessimo allontanarci da lui, non c’è alcun posto dove possiamo andare e non essere alla sua presenza (cfr. Sal 138,7-12).

Solo chi non vuol vedere, può dirsi estraneo da Dio e dal Suo Regno.

Chi invece vuol vederlo e ricercarlo, deve solo riabituare gli occhi e scorgere questi segni, forse nuovi e non uguali a quelli di qualche anno fa, ma sempre e comunque attuali.

Solo per fare qualche esempio, Dio lo incontriamo: in chi è capace di prendersi cura degli ultimi e dei poveri: quelli della porta accanto, e quelli lontani migliaia di chilometri da noi; in chi si preoccupa, con il suo sforzo, di provare a rimediare all’inquinamento del nostro mondo; in chi si preoccupa e “perde tempo” a separare adeguatamente i rifiuti, sperando che chi di dovere ricicli e non sprechi le poche risorse rimaste; in chi spende un po’ del suo tempo ad alleviare la solitudine.

Potremmo continuare allungando di molto la lista, perché Dio è presente nella nostra vita e in questo nostro mondo molto più di quanto possiamo immaginare.

Vegliamo dunque, stiamo attenti, riabituiamo i nostri occhi a coglierlo nel bene che sappiamo fare, in quello che riceviamo e in quello che vediamo intorno a noi.

Solo allora anche la nostra speranza sarà rinvigorita. Solo allora, con gioia, riusciremo a dire «Maranathà», vieni Signore Gesù.

Il parroco

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